Il Pierre-Emerick Aubameyang è di nuovo a Marseille. A poche ore dall’annuncio ufficiale, il gigante gabonese di 36 anni ha firmato un contratto biennale fino al giugno 2027, con opzione di rinnovo, tornando al Stade Vélodrome dove un tempo era il re dei gol. Non è un semplice ritorno: è un colpo di stato sportivo, una scommessa sulle radici, sull’esperienza, sulla fame di vittoria che non si spegne con l’età. E lo ha fatto scegliendo il calcio europeo, non i soldi del Golfo.

Un ritorno che non si aspettava nessuno

Chi pensava che Aubameyang fosse finito nel deserto saudita dopo la sua avventura con l’Al-Qadsiah si è sbagliato. Dopo appena un anno, con 21 reti in 36 partite, ha chiesto e ottenuto la rescissione consensuale del contratto — un’eccezione rara nel calcio del Golfo. Non era stanco dei soldi, ma della solitudine. «Volevo tornare a respirare un’atmosfera vera», ha detto a un amico vicino alla trattativa. E quella atmosfera, per lui, si chiama Olympique de Marseille.

Il presidente Pablo Longoria, il direttore sportivo Mehdi Benatia e l’allenatore Roberto De Zerbi hanno agito con precisione chirurgica. Non hanno aspettato che il mercato si muovesse: hanno costruito un piano. E hanno capito che Aubameyang, nonostante i 36 anni, non è un veterano da panchina. È un leader. Un punto di riferimento. Un esempio vivente di come si gioca con la testa e il cuore.

La storia che si ripete — ma questa volta con più consapevolezza

La prima volta che Aubameyang indossò la maglia di Olympique de Marseille, nel gennaio 2023, era un giocatore in crisi dopo un inizio fallito a FC Barcelona. La seconda, nell’anno 2023/24, è diventato l’uomo decisivo: 30 reti e 11 assist in 51 partite. Un’impresa che ha fatto tremare la Ligue 1. Ora, dopo un anno in Arabia, torna non come un salvatore, ma come un pilastro. E questa volta, sa esattamente cosa aspettarsi.

Il suo ruolo? Non sarà più il titolare assoluto. Amine Gouiri, il giovane francese da 18 gol in 34 partite, ha il posto da titolare. Ma Aubameyang è l’arma segreta. Il sostituto che entra e cambia il corso della partita. Il leader che parla in spagnolo, francese e inglese, e che sa cosa vuol dire giocare in Champions League con le grandi. Ha vissuto tutto: Arsenal, Chelsea, Barcellona. Ha segnato in Europa, ha vinto coppe, ha perso finali. E ora, a Marseille, vuole scrivere l’ultimo capitolo con il cuore.

Perché questa firma cambia tutto

Il Olympique de Marseille ha appena qualificato la squadra per la Champions League . E non è un’occasione da perdere. La squadra ha già ingaggiato il brasiliano Igor Paixão, ma Aubameyang è l’elemento che trasforma un progetto in una minaccia reale. Perché? Perché i giocatori lo guardano. Perché i giovani lo ascoltano. Perché i tifosi lo ricordano come l’uomo che ha fatto ballare il Vélodrome.

Il contratto, non ufficialmente, include bonus legati ai gol, alla qualificazione in Champions e a eventuali riconoscimenti individuali. Ma il vero valore non è nel denaro: è nel simbolo. Aubameyang ha rifiutato offerte da tre club sauditi che gli offrivano più soldi. Ha scelto la sfida. La pressione. La passione. «Non ho limiti», ha detto in un’intervista a Get French Football News. E quelle parole, pronunciate con la sua voce profonda, sono già diventate un mantra per la squadra.

Cosa succede ora?

L’ufficialità è prevista per giovedì 1° agosto alle 10:00 CET al Orange Vélodrome, dove il calciatore sarà presentato ai tifosi. Poi, sabato 3 agosto alle 20:00, giocherà la sua prima partita di pre-season contro il Sevilla FC. Non sarà una partita amichevole: sarà un test per la Champions. E per lui, sarà un ritorno a casa.

La squadra ha un valore stimato di 350 milioni di euro, secondo Transfermarkt. Ma con Aubameyang, il valore emotivo è salito a un miliardo. Perché non si firma un giocatore per i suoi numeri. Si firma un giocatore per la sua anima.

La storia di un uomo che non ha mai smesso di correre

Nato a Laval, in Francia, il 18 giugno 1989, Aubameyang ha 74 presenze con la Nazionale gabonese e 33 gol. Ha vinto la classifica cannonieri della Premier League nel 2019. Ha giocato in Germania, Inghilterra, Spagna, Francia, Arabia Saudita. Ha vinto e perso. Ha pianto e urlato. Ma non ha mai smesso di correre. E non ha mai smesso di segnare. Ora, a 36 anni, torna in una città che lo ama, in una squadra che lo capisce. E questa volta, non è un giocatore in cerca di riscatto. È un uomo che ha già vinto la sua battaglia più grande: quella contro l’oblio.

Frequently Asked Questions

Perché Aubameyang ha lasciato l’Al-Qadsiah dopo solo un anno?

Nonostante i 21 gol segnati, Aubameyang ha trovato difficile adattarsi alla vita fuori dal campo: isolamento culturale, distanza dalla famiglia e una routine poco stimolante. Ha scelto di tornare in Europa non per soldi, ma per rivalità, pressione e passione. La rescissione consensuale è stata possibile perché l’Al-Qadsiah ha accettato di liberarlo senza penalità, riconoscendo che il giocatore non era più motivato.

Quanto guadagnerà Aubameyang a Marseille?

I dettagli finanziari non sono stati resi ufficiali, ma fonti vicine alla trattativa indicano uno stipendio annuo intorno ai 4-5 milioni di euro, ben al di sotto di quanto riceveva in Arabia Saudita. Il vero incentivo sono i bonus: 500.000 euro per ogni gol in Champions League, 300.000 euro per ogni qualificazione ai quarti e un premio aggiuntivo se vincerà il titolo di capocannoniere della competizione.

Come influenzerà Aubameyang il ruolo di Amine Gouiri?

Gouiri resterà il titolare, ma Aubameyang lo aiuterà a crescere. Sarà il suo mentore in campo e fuori, condividendo esperienze su come gestire la pressione, leggere le difese e mantenere la concentrazione. In partite decisive, De Zerbi potrebbe schierarli insieme, creando un duo esperto-giovane che potrebbe essere letale in Europa.

Perché questo ritorno è così importante per i tifosi di Marseille?

Perché Aubameyang è l’ultimo grande giocatore a segnare in modo costante e a far vibrare il Vélodrome. Dopo la partenza di Gouiri, il club temeva un calo di identità. La sua riabilitazione non è solo sportiva: è simbolica. Rappresenta la continuità, la lealtà, la passione che il calcio francese ha perso negli ultimi anni. I tifosi lo hanno acclamato nel 2024: ora lo aspettano di nuovo, con le bandiere pronte.

Cosa significa questo per la Ligue 1?

Marseille non è più solo un club che cerca di tenere il passo con il PSG. Con Aubameyang, diventa un avversario temibile in Europa. La Ligue 1 guadagna visibilità: un ex capocannoniere della Premier League che sceglie la Francia invece del Golfo è un segnale forte. Potrebbe incoraggiare altri giocatori di alto livello a tornare in Europa, cambiando il corso del mercato estivo.

Aubameyang potrebbe giocare ancora dopo il 2027?

L’opzione di rinnovo fino al 2028 è più che un dettaglio contrattuale: è un segnale di fiducia. Se si manterrà in forma, potrebbe giocare fino a 38 anni. Ma il vero obiettivo non è il contratto: è la leggenda. Aubameyang vuole lasciare Marseille come un mito, non come un giocatore che ha fatto un’ultima stagione. E se dovesse ritirarsi, lo farà con il Vélodrome che lo applaude, non con un contratto che scade.